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Matera - Alla SculptureArt In mostra le opere di Pino Castagna e Margherita Serra
giovedì 22 luglio 2010 |
Arte |
Matera - Dal 28 luglio al 5 settembre, lo spazio SculptureArt, in
collaborazione con l’Associazione Culturale Adapis, ospita la mostra
"Ritmiche espansioni"dedicata alla scultura di due importanti artisti italiani: Pino
Castagna e Margherita Serra.
Matera, città suggestiva ed evocativa per la sua architettura naturale
e la sua essenza primordiale, collocata per l’unicità dei suoi Sassi
tra i patrimoni dell’UNESCO, diviene il palcoscenico ideale di questa
mostra che vede due noti artisti della scultura contemporanea esporre
al pubblico opere in ceramica, vetro e marmo.
Il percorso espositivo, intrapreso nel 2007 dall’Associazione Culturale
Adapis, ha visto l’alternarsi di mostre che ospitano le più importanti
voci del panorama artistico italiano, continuando in questa stagione
con la doppia personale di Margherita Serra e Pino Castagna. Saranno esposte nei suggestivi ambienti dello Spazio SculptureArt, una
decina di opere che, perfettamente collocate nell’architettura
straordinaria del Sasso, rappresentano gli ultimi sviluppi della
ricerca dei due artisti.
Pino Castagna e Margherita Serra, nel corso della loro lunga e
importante carriera, seppur dissimili per le tematiche affrontante,
sono accomunati dalla disciplina e dal rigore.
In un momento in cui l’arte sembra in via di esaurimento, e in cui si
assiste alla moltiplicazione degli artisti, la scultura non pare essere
toccata da questa crisi, poiché in essa non vi saranno mai quelle
condizioni di possibilità e facilità che pervadono buona parte
dell’arte pittorica.
Castagna sceglie di realizzare opere dalle dimensioni “imponenti”,
sfidando i limiti fisici della materia, studiando a fondo il materiale
prescelto, in modo da piegarlo alla propria volontà in una sfida
continua; Margherita Serra lavora la materia dura e algida del marmo,
non aggredisce la pietra, ma sembra “addomesticarla”, estraendo lo
spirito vitale che appartiene al cuore femminile della terra.
Nascono così le loro opere, che tramite la fatica fisica e la costante
ricerca intellettuale, si propongono al pubblico non solo come
“oggetti” carichi di valenze estetiche, ma anche come “contenitori” che
racchiudono in sé, una storia iniziata nelle mani dell’artista e pronta
ad essere interpretata dalla sensibilità dello spettatore.
Pino Castagna nasce a Castelgomberto (Vicenza) nel 1932. Completati gli
studi accademici a Verona e a Venezia, acquisisce nel corso degli anni
molteplici competenze sulla cultura e la lavorazione dei materiali: la
ceramica, il vetro, le fibre tessili per arazzi e tappeti, il marmo, il
legno, il bronzo, l’alluminio, la ghisa, il cemento, l’acciaio,
rinnovando nel tempo e inventando lui stesso metodologie progettuali
consone al suo naturale “far grande”, come chiaramente si intuisce
visitando lo studio-laboratorio di Costermano, dove Castagna lavora dal
1959. A questa conoscenza tecnica si accorda una libertà creativa che
riesce a forzare i limiti estremi di resistenza dei materiali, fino ad
ottenere i risultati voluti. Un esempio di tale processo artistico sono
i Canneti, esposti anche a Tokyo nel 1977 presso la storica Galleria
Wako, gli interventi sui grandi tronchi di Iroko del 1976 o i Muri in
acciaio cor-ten e cemento, realizzati nel 1980, ma concepiti nel 1961,
quando fu eretto il muro di Berlino.
Le più importanti mostre personali dell’artista hanno trovato la loro
sede ideale “en plein air” nei centri storici di Monaco (1971), Imola e
Verona (1975), Lucca (1976), Rimini (1978), Salisburgo (1979),
Bardolino (1982), Montignoso (1991), Bolzano (1992), Pergine Valsugana
(2001).
Dal confronto con gli spazi urbani è nata nel 1979 la serie delle
Piazze, originali scenografie di ispirazione metafisica, che svelano
una tensione progettuale pienamente consapevole, avvalorata, all’inizio
del 1980 dalla realizzazione del Muro, cardine imprescindibile del
percorso artistico di Castagna. Negli stessi anni lo scultore realizza
Memoria della Giudecca (1980-1981), le altissime bricole (13 metri) in
legno di Iroko, acquistate dal comune di Francoforte e collocate nel
quartiere ristrutturato di Grischeim, in riva al fiume Meno. È un
momento di fervida attività creativa e sono frequenti le occasioni di
esporre a importanti rassegne collettive. Nel 1981 l’artista partecipa
alla Triennale Internazionale Scultura Marmo Lavoro di Carrara e alla
mostra Il materiale delle arti allestita al Castello Sforzesco di
Milano, dove propone una nuova versione del Canneto in porcellana.
Sarà tuttavia il 1985, con la retrospettiva al Palazzo delle Albere di
Trento e la mostra antologica nelle sale di Palazzo Te a Mantova,
l’anno in cui si riconosce a Castagna un ruolo di primo piano nel
contesto artistico internazionale, successo confermato dalla
partecipazione alle più significative rassegne d’arte: la XLII Biennale
di Venezia nel 1986, con il memorabile allestimento delle Vele in ghisa
(1981) sulla riva del bacino di San Marco (attualmente al MART di
Rovereto), la Biennale Européenne Sculpture de Normandie a
Jouy-sur-Eure (1984 e 1986), la Biennale Internazionale del bronzetto e
Piccola Scultura di Padova (1986-1987 e 1995), la mostra Forme per il
cemento del 1988 allestita a Roma, presso l’Istituto Nazionale di Studi
Romani e il Parco di S. Alessio, la Biennale Internazionale di scultura
a Carrara nel 1996 e nel 1998, la mostra itinerante Scultura Lingua
viva al Museo Ermitage di San Pietroburgo e al Palazzo Ducale di Massa
nel 1998, la Decima Biennale d’Arte Sacra a San Gabriele (2002), la
mostra
Κ?ραμος
ceramica nell’arte italiana 1910-2002, presentata nel 2002 a Roma, al
Museo del Corso, la rassegna di Scultura Internazionale presso il
Giardino e il Parco del Castello di Agliè e la prima rassegna della
scultura mediterranea Il Campo dei miracoli nel Parco del Magliano a
Marina di Massa, entrambe del 2005.
L’autentica aspirazione architettonica e ambientale della scultura di
Castagna si rivela da oltre un decennio in una serie di interventi in
scala urbana ed extraurbana, che trovano interesse non solo in Italia,
ma anche all’estero.
Recentemente è stato collocato a Marina di Massa in Piazza
Bud-Kissingen il Muro in marmo bianco Carrara (cm 570 x 1800 x 900) e a
Verona lo Spino del filo spinato in bronzo (cm 613 x 690 x 573),
destinato a ricordare le vittime della deportazione nel corso
dell’ultimo conflitto bellico. Sono stati collocati nell’area
presbiteriale del Duomo-Cattedrale di Vicenza gli elementi funzionali
al rito modellati in bronzo romano.
Un nucleo consistente di sculture si trova attualmente alla Fondazione
Cini di Venezia, a Deauville nel Musèe de plein air Domaine de
l’Amiraute, e alla Fondazione Cariverona di Verona, mentre una parte
importante della produzione grafica dell’artista è conservata a Vienna
alla Collezione Grafica Albertina e a Firenze presso il Gabinetto
Disegni e Stampe degli Uffizi.
Margherita Serra nasce a Brescia il 17 maggio 1943, è presente nel
campo dell’arte fin dalla metà degli anni Sessanta. Vive e lavora a
Brescia e Carrara. Ha conseguito la maturità presso il Liceo Artistico
e l’Accademia di Belle Arti di Carrara e la laurea in architettura
presso al Politecnico di Milano. Dirigente presso il Comune di Brescia
in qualità di architetto nel settore Edilizia Privata sino al 1994,
quando per libera scelta ritiene di dedicarsi a tempo pieno alla
carriera artistica rinunciando alla professione intrapresa. Fa parte
del direttivo del gruppo europeo degli Architetti Artisti Ligne et
Couleur di Parigi.
Nel 1987, per le Edizioni Bora (Bologna) è uscita una sua monografia a
cura di Elda Fezzi, nel 1990 per Angelus Novus Edizioni (L’Aquila) è
stato edito un catalogo monografico a cura di Antonio Gasbarrini.
Ancora per le Edizioni Bora, nel 1993, viene stampata una monografia
curata da Luciano Caramel. Nel 1997, Giorgio Segato, presenta il
catalogo dell’esposizione presso la Galleria Civica di Arte
Contemporanea di Termoli (CB). Nel 2000 in occasione della mostra
antologica presso la Civica Galleria d’Arte Moderna a Gallarate, viene
presentato il catalogo monografico curato da Luciano Caramel. Nel 2004,
per l’Editrice Compositori (Bologna) è stato edito un catalogo
monografico a cura di Martina Corgnati con testi critici di Luciano
Caramel e Gillo Dorfles, in occasione dell’esposizione presso Villa
delle Rose a Bologna con la collaborazione della G.A.M. Nel 2008 in
occasione dell’esposizione presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia
a Roma è stato pubblicato dalla Biblioteca Cominiana (Padova) un
catalogo monografico a cura di Luciano Caramel con testi critici di
Paolo Bolpagni e Luciano Caramel.
Vincitrice di due concorsi nazionali indetti dal Ministero dei Lavori
pubblici nel 1999 con opere d’arte posizionate nelle caserme dei
carabinieri di Pavullo (MO) e Portici (NA). Tra le opere inserite in
luoghi pubblici, sono da ricordare: “Monumento ai caduti nei Lager
nazisti” nel 1979 a Brescia in via Vittorio Veneto, “Bassorilievo in
memoria di P. Zini” nel 1987, ubicato nella Chiesa di S. Barnaba a
Brescia, sempre nel 1987 “Organismo in liberazione IV” Sala del Museo
d’Arte Contemporanea Castello dell’Aquila. “Altare centrale, ambone,
ciborio” nella Chiesa Beato Luigi Palazzolo a Brescia nel 1991;
“Cappella Guerreschi”, “Cappella Mantegari” nel Cimitero Vantiniano di
Brescia, “Élan 1” Centro Zétema” Matera nel 1993; “Energia Vitale” nel
1997 presso il Museo di Arte e Spiritualità di Brescia, “Altare
centrale e ambone”, Chiesa S. Antonio Salò (BS) nel 1999; “Scultura in
memoria di Elda Fezzi”, Cimitero Monumentale di Cremona nel 2001,
“Altare centrale, tabernacolo e presbiterio” Cappella Villa Gioiosa
Castelletto di Brenzone (VR) nel 2003, “Altorilievo Sacra Famiglia”
presso Istituto Piccole Suore della Sacra Famiglia Venezia nel 2003,
“Sacra Famiglia”, Casa di Cura Madre Fortunata Toniolo Bologna 2005,
“Corsetto con pieghe” nel Museo della Scultura Contemporanea, Gubbio
(Perugia), 2006. Nel 2007 “Corsetto” Fondazione Repossi, Chiari (BS).
Margherita Serra è presente in innumerevoli mostre e simposi che
l’hanno portata a essere conosciuta in campo nazionale e
internazionale. La città di Matera le ha concesso nel 1993 uno spazio
demaniale nei Sassi affinché potesse svolgere e divulgare la propria
arte in un ambito di così grande suggestione attraverso mostre e scambi
culturali.
Nel 2002 la città di Bernalda le ha conferito la cittadinanza onoraria
per aver realizzato lungo il corso della città un’opera scultorea
monumentale dal titolo Élan -slancio vitale-.
Le è stato assegnato a Trebisacce (CS) l’ambito riconoscimento “Eunomia
2004” che vede premiate le donne impegnate nei diversi campi del
sociale. Dal 2008 è inserita come rappresentante dell’Associazione
Nazionale Le Donne del Marmo con sede a Verona.
I
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RITMICHE ESPANSIONI
Pino Castagna e Margherita Serra
Matera, Spazio SculptureArt , via Madonna delle Virtù 81/83
28 luglio 2010- 5 settembre 2010
Orari: da martedì a domenica dalle ore 18 ore 20 su appuntamento - 334.76.03.421
Per informazioni Associazione Culturale Adapis: Sara Conchieri 334.7603.421

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