Rovigo - La mostra di Palazzo Rovella: Bartoloni piazzetta Tiepolo: Il '700 Veneto a cura di alessia vedova. Una grande mostra "svela" Mattia Bortoloni ponendolo
a confronto con Piazzetta, Tiepolo, Balestra,
Ricci
e gli altri grandi del Settecento Veneto.
Alcuni
lo conoscono solamente per un'opera da Guiness:
il più esteso affresco unitario di tutti i tempi
e luoghi: 5500 metri quadri di finissima pittura
per l'enorme cupola ellittica (anch'essa da primato,
essendo la più grande al mondo) del Santuario
di
Vicoforte, in Piemonte. Un'opera colossale,
più
o meno delle dimensioni di un intero campo
da calcio,
considerata il capolavoro del barocco
piemontese,
affrescata per celebrare la Beata
Vergine e, insieme,
la gloria di Casa Savoia.
Mattia
Bortoloni
(Canda di Rovigo, 1696 - Bergamo, 1750),
famoso,
e molto richiesto in vita, è passato poi
nel dimenticatoio,
considerato "solo" come uno
dei migliori aiuti di
Giovan Battista Tiepolo,
al punto che in non pochi
capolavori del grande
maestro è ancora oggi difficile
distinguere ciò
che si deve al pennello dell'uno
o dell'altro.
Negli ultimi 20 anni,
studi più
approfonditi hanno gradualmente portato
a riscoprire
la grandezza del tutto autonoma di
Bortoloni.
Oggi è possibile dire, senza remore,
che egli
fu artista straordinario, originalissimo,
"soffocato"
in vita e nella fama dall'aver operato
con i
titani dell'arte veneta del Settecento, dal
veronese
Balestra (di cui fu allievo) ai Tiepolo.
La
mostra, curata da Alessia Vedova, è promossa dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,
dall'Accademia dei Concordi, e dal Comune di Rovigo,
in collaborazione con la Soprintendenza per i
Beni
Storici Artistici ed Etnoantropologici per
le Province
di Verona, Rovigo e Vicenza, con il
patrocinio e
la collaborazione della Regione del
Veneto e della
Provincia di Rovigo.
La
grande esposizione
propone una selezione di capolavori
del Bortoloni
vis à vis con una trentina
e più di opere
straordinarie dei Tiepolo, del
Piazzetta, del Ricci,
i "titani" del Settecento
Veneto.
Tra
i capolavori esposti,
vanno segnalate fondamentali
opere giovanili del
Tiepolo come la "Gloria di San
Domenico" e le
"Tentazioni di Sant'Antonio", accanto
a prove
di soggetto mitologico quali "Diana e Atteone"
e
"Il Giudizio di Mida" concesse dalle Gallerie
dell'Accademia
di Venezia. Del Piazzetta sarà in
mostra una struggente
pala raffigurante l' "Estasi
di San Francesco"
proveniente dal Museo Civico di
Vicenza, accanto
ad una prova giovanile di Sebastiano
Ricci raffigurante
"Ercole al Bivio", proveniente
dalla storico Palazzo
Fulcis di Belluno. Di Giambattista
Pittoni saranno
messe a confronto due tele, la prima
ispirata
ai temi di Torquato Tasso che raffigura
"Olindo
e Sofronia", ancora di impaginazione seicentesca,
la seconda, "Diana e le ninfe" che è già di gusto
rocailles.
Del maestro del Bortoloni, Antonio
Balestra, saranno presenti in mostra una inedita
"Natività" e due straordinarie tele, provenienti
dal monastero benedettino di San Paolo d'Argon,
recuperate dopo un lungo intervento di restauro.
La
mostra sarà arricchita da una preziosa sezione
di
bozzetti dei più grandi frescanti del Settecento:
oltre ai Tiepolo (Giambattista e Giandomenico),
Piazzetta ed allo stesso Bortoloni, anche Diziani,
Crosato, Fontebasso, Guarana che di quest'arte
furono
gli ultimi grandi epigoni.
A completare,
per la prima volta, una fotografia di gruppo della
quale, per troppo tempo, era stato dimenticato
uno
dei protagonisti: quel Mattia Bortoloni che
di questa
grande mostra è il fulcro.
Bortoloni
fu artista
tanto apprezzato da ottenere, a soli
20 anni, un
incarico ambitissimo come quello di
affrescare gli
interni di Villa Cornaro a Piombino
Dese, capolavoro
del Palladio. Un'impresa in cui
egli, giovanissimo,
seppe anticipare il rococò
che il suo futuro compagno
di strada e di lavoro,
Gianbattista Tiepolo, seppe
poi declinare in modo
magnifico.
Luci
e ombre accompagnano
la sua lunga carriera che,
insieme ad altri ma
molto spesso da solo, lo ha
visto impegnato in
una attività ciclopica anche
per quei tempi, in
grandi lavori a Venezia, nel
Veneto, Lombardia,
Piemonte.
Tra i suoi capolavori
i cicli
affrescati per il Duomo di Monza, per il
Santuario
della Consolata e per Palazzo Barolo a
Torino,
per Palazzo Clerici e Palazzo Dugnani a
Milano,
Villa Vendramin Calergi a Fiesso Umbertiano,
Villa
Albrizzi a Preganziol, Villa Raimondi a Birago
di Lentate e Visconti-Citterio a Brignano d'Adda,
le Chiese veneziane dei Santi Giovanni e Paolo
e di San Nicolò ai Tolentini, Ca' Sceriman e Ca'
Rezzonico, sempre a Venezia, sino al suo capolavoro
assoluto, l'imponente ciclo per il Santuario di
Vicoforte, più di 5 mila metri quadri di finissimo
affresco per la cupola ellittica più grande
del
mondo. l'affresco più grande mai dipinto,
per dare
immortalità al pantheon di Casa Savoia.
All'attività
di frescante Bortoloni
affiancò quella di grande
autore di teleri, opere
dove la necessità del racconto
va di pari passo
con una del tutto originale capacità
interpretativa.
Per
ovvi motivi è
soprattutto questa importante produzione
ad essere
indagata dall'attesa mostra di Palazzo
Roverella.
Sono opere spesso studiate per la prima
volta, attribuzioni
inedite, tele mai svelate
al pubblico e altre difficilmente
visibili, opere
che restituiscono a Bortoloni la
fama, meritatissima,
di cui godette al suo tempo,
prima di trovarsi
offuscato dalla magnificenza dell'arte
tiepolesca.
In queste pale, Bortoloni
si dimostra
pittore dotato di estro e originalità.
Sono composizioni
impaginate in modo antiaccademico,
ironico, talvolta
irriverente, certamente in controtendenza
rispetto
alla pittura religiosa dell'epoca. La tela
con
San Tommaso di Villanova dell'Accademia dei
Concordi
rappresenta in questo senso uno degli esiti
più
alti: Bortoloni segna infatti il superamento
della
tradizione tardo seicentesca sorprendentemente
in
anticipo rispetto anche al grande Tiepolo e,
come
dimostrano i due teleri con l'Adorazione dei
Magi
e dei Pastori di Fratta Polesine (RO), in piena
consonanza con le innovazioni del Pittoni e del
Ricci.
Ciò che in mostra fisicamente
non può esserci, ovvero i grandi cicli affrescati,
vi compare in versione multimediale. La mostra
si
avvale infatti di un sistema integrato di tecnologie
e apparati multimediali che esaltano la piacevolezza
e l'interattività della fruizione: il visitatore
avrà infatti modo di esplorare gli spazi e i contenuti
espositivi in modo estremamente accattivante grazie
all'utilizzo di tour e ricostruzioni virtuali,
proiezioni
360°, installazioni multimediali con
postazioni
touch screen, integrandosi e arricchendo
non solo
le esistenti ambientazioni scenografiche
e gli apparati
museali ma anche dando la possibilità
di collegamenti
visuali e tematici a contenuti
che non sono fisicamente
esposti, nonché a illustrare
con completezza il
valore del progetto di valorizzazione
culturale
del territorio.
La mostra
pone particolare
attenzione anche ai visitatori
sordi e non vedenti:
sono stati infatti predisposti
servizi ad hoc, con
visite guidate con il linguaggio
dei segni e una
presentazione in braille per non
vedenti con contenuti
tratti dal catalogo.
BORTOLONI
PIAZZETTA TIEPOLO: IL '700 VENETO
Dal 30
gennaio 2010 al 13 giugno 2010
Rovigo,
Pinacoteca
di Palazzo Roverella, via Laurenti
8/10
Informazioni:
Pinacoteca di Palazzo
Roverella
Tel. 0425
460093. Cell. 348 3964685;
Comitato
Scientifico: Marisa Elisa Avagnina; Caterina Bon
Valsassina; Marina Dell'Omo; Fabrizio Magani;
Paola
Marini; Giuseppe Pavanello; Giandomenico
Romanelli;
Leobaldo Traniello
Catalogo:
Silvana Editoriale
Segreteria
organizzativa:
Anonima Talenti
Coordinamento
Generale:
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova
e Rovigo
- Area Comunicazione e Relazioni Esterne