Ma nel bilancio 2011 il mix letale di tagli, costi standard e federalismo fiscale”
domenica 01 agosto 2010 |
Potenza - “Siamo
ad un incrocio delicato della nostra storia: dobbiamo saper imboccare
la strada giusta alla luce delle condizioni di debolezza finanziaria
che interessano lo scenario mondiale, europeo e nazionale, e del fatto
che il Governo sembra aver individuato nelle Regioni l’ultimo
portafogli dell’Italia da cui rastrellare il più possibile risorse,
come ha fatto oggi sui fas, senz procedere alla ripartizione e
approvando una delibera Cipe di ricognizi0one delle somme non
utilizzate trascritta con approssimazione e malevole imprecisioni”. E’
il messaggio lanciato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De
Filippo, al Consiglio regionale, relazionando su rendiconto e
assestamento di bilancio. Strumenti che si muovono sulla linea “della
sobrietà e dell’umiltà”, della volontà di “rinunciare a tutto quanto
sia rinunciabile senza mettere a rischi l’attività istituzionale”, ma
anche sulla scelta “di non sottrarre risorse alle politiche di sostegno
allo sviluppo e alla coesione sociale, per le quali la Regione si è
fatta anche carico di impegni precedentemente assunti dallo Stato e poi
dismessi”.
Un
ragionamento politico quello di De Filippo, ma con riscontri numerici.
Sul versante della coesione sociale, il presidente ha ricordato i 9
milioni di euro che l’assestamento destina al Fondo Politiche socio
assistenziali “che rappresentano in pratica – ha detto – la
sostituzione del fondo statale con i fondi regionali” i 3 milioni e 300
mila euro per le Comunità Montane, che serviranno a spese ordinare e
stipendi, “oneri che fino a poco tempo fa gravavano sul bilancio dello
Stato e di cui ora si deve fare carico la Regione”, i quasi 30 milioni
per chiudere i disavanzi sanitari 2009 e 2010, il milione e 150mila
euro per gli ex Lsu del Pollino e i precari Alsia , anche qui “con la
Regione chiamata a sostituirsi alle competenze dello Stato” e i 6
milioni e mezzo per il “progetto vie blu”.
“Si
tratta di note partite occupazionali – ha spiegato – da avviare anche
in tempi brevi a riforma, ma questa è il momento meno adatto., non c’è
riorganizzazione che tenga nei tempi della crisi e allora abbiamo il
dovere di non far venir meno il sostegno”.
Sul
fronte delle politiche di sviluppo, invece, De Filippo ha evidenziato i
“200 milioni messi in campo per sostenere i sistemi di produzione del
Turismo, dell’agricoltura, di manifatturiero e artigianato” citando in
particolare “il fondo di garanzia duttile messo su con 35 milioni di
euro di dotazione che consentirà di agevolare nuovi investimenti, ma
anche di sostenere finanziariamente le attività con problemi di
liquidità”.
Ma
il ragionamento del presidente è andato oltre la manovra di
assestamento “che si pone in sintonia con la mia relazione
programmatica e non presenta ancora gli effetti nocivi della manovra
finanziaria del Governo. La partita vera - ha spiegato – si apre a
settembre, quando dovremo iniziare a lavorare al bilancio di previsione
2011 su cui graverà il taglio di oltre 100 milioni l’anno deciso dal
governo. E a questo, a settembre, si aggiungeranno il meccanismo dei
costi standard e il federalismo fiscale che costituiranno un mix letale
per il Mezzogiorno. Su tutto saremo chiamati a fare scelte dolorose
sapendo che questi tagli azzerano il sistema virtuoso di compensazione
che avevamo costruito utilizzando i fondi delle royalty, che potremmo
notare apparenti contraddizioni tra il rigore delle attività che
pianificheremo e attività frutto di trasferimenti con vincolo di scopo,
come quelle dei fondi europei Fesr. Ma in questo momento di rigore e
sacrificio – ha concluso De Filippo - chiedo al Consiglio di aiutare il
governo regionale a fare le scelte”.